La bellezza può essere contagiosa, anzi: DEVE ESSERLO! Sa arrivare inaspettata, nascere spontanea, rispondere a bisogni sociali o semplicemente superarli! #Grazie
Le fermate del Cuore 🌿
Ha preso forma una nuova fermata, questa volta lungo l’Aurelia, a San Benedetto, sulla strada verso La Spezia. Un piccolo spazio di passaggio che prova a donare leggerezza in una strada di snodo particolarmente brulicante e trafficata.
La struttura ora è tinta di rosso, luminosa, attraversata da note musicali, cuori danzanti e semi portati dal vento. Tra le forme compare anche una bambina che corre. Per me rappresenta quella parte viva, spontanea e vulnerabile che continua a muoversi verso la vita, verso la scoperta, verso il sentire.
Davanti a lei una farfalla: simbolo di trasformazione, delicatezza e cambiamento. Qualcosa che accompagna il movimento senza trattenerlo.
Nel vento riappare anche il richiamo del Ginkgo Biloba, simbolo di dualità e armonia: due parti differenti che restano unite, come forza e delicatezza, radicamento e libertà.
Accanto, anche il monumento ai partigiani è tornato luminoso e a nuova vita. Per me prendermi cura dei luoghi significa anche custodirne memoria, dignità e cura condivisa, ritrovando uno spazio in cui riconoscermi.
Mi piace pensare che la cura abbia qualcosa di rivoluzionario. Un gesto semplice e intimo può cambiare il modo in cui attraverso uno spazio, il modo in cui guardo, il modo in cui "resto umano", radicato, vivo.
Forse anche questo è un modo di resistere: continuare a portare presenza e prendermene cura.
L’arte, i colori, la musica, l’energia. Piccoli segni capaci di ricordarmi che la vita può continuare a fiorire anche nell’ordinario.
Ri-bellarsi.. Ritornare al bello, per me, è una forma d’amore 🎶🎵❤️
Ema
__
"Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."
— Peppino Impastato
Le fermate del Cuore 🌿
Ha preso forma una nuova fermata, questa volta lungo l’Aurelia, a San Benedetto, sulla strada verso La Spezia. Un piccolo spazio di passaggio che prova a donare leggerezza in una strada di snodo particolarmente brulicante e trafficata.
La struttura ora è tinta di rosso, luminosa, attraversata da note musicali, cuori danzanti e semi portati dal vento. Tra le forme compare anche una bambina che corre. Per me rappresenta quella parte viva, spontanea e vulnerabile che continua a muoversi verso la vita, verso la scoperta, verso il sentire.
Davanti a lei una farfalla: simbolo di trasformazione, delicatezza e cambiamento. Qualcosa che accompagna il movimento senza trattenerlo.
Nel vento riappare anche il richiamo del Ginkgo Biloba, simbolo di dualità e armonia: due parti differenti che restano unite, come forza e delicatezza, radicamento e libertà.
Accanto, anche il monumento ai partigiani è tornato luminoso e a nuova vita. Per me prendermi cura dei luoghi significa anche custodirne memoria, dignità e cura condivisa, ritrovando uno spazio in cui riconoscermi.
Mi piace pensare che la cura abbia qualcosa di rivoluzionario. Un gesto semplice e intimo può cambiare il modo in cui attraverso uno spazio, il modo in cui guardo, il modo in cui "resto umano", radicato, vivo.
Forse anche questo è un modo di resistere: continuare a portare presenza e prendermene cura.
L’arte, i colori, la musica, l’energia. Piccoli segni capaci di ricordarmi che la vita può continuare a fiorire anche nell’ordinario.
Ri-bellarsi.. Ritornare al bello, per me, è una forma d’amore 🎶🎵❤️
Ema
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"Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."
— Peppino Impastato

